La stanza dei Geni

La stanza dei Geni fu interessata dagli interventi della seconda metà del III secolo d.C. trasformandosi da originario vano con funzione di magazzino in un elegante ambiente di rappresentanza che si apriva sul cortile interno - ninfeo.

Oggi tale apertura è chiusa dal muro di fondazione della basilica. L’intera sala era rivestita, sul pavimento e per i primi due metri di altezza delle pareti, da una lussuosa decorazione in opus sectile marmoreo, asportata al momento dell’abbandono degli ambienti. Rimangono ancora visibili le impronte delle lastre marmoree nella porzione di pavimento originale dietro la protezione in vetro. Nell’angolo a destra del varco di accesso della sala si conservano le tracce dello zoccolo marmoreo parietale. La volta mostra una delicata decorazione di ispirazione naturalistica disposta su due registri.

Nel registro inferiore figure di giovani nudi e alati - i geni - sono raccordate da ricche ghirlande cariche dei frutti e dei fiori della stagione estiva. Nel registro superiore è una scena di vendemmia autunnale nella quale compaiono i piccoli cupidi intenti nelle attività della vendemmia, elementi questi che suggeriscono per la sala una decorazione ispirata all’alternanza delle stagioni. Particolarmente ricca e accurata è la rappresentazione di molteplici specie ornitologiche. Il recente restauro ha ricollocato gli ottocenteschi candelabri zoomorfi.