La Confessio

In corrispondenza del sottoscala, sul pianerottolo della scala interna alla domus fu realizzata, dopo la metà del IV secolo d.C., la confessio, piccolo luogo di culto legato secondo la tradizione al martirio e alla sepoltura dei Ss. Giovanni e Paolo. La contemporanea creazione di una seconda scala, visibile in questo ambiente, contribuì a regolare l’ordinato deflusso dei fedeli, secondo un sistema rotatorio che avrà in seguito larga diffusione nelle cripte semianulari delle chiese.

Nella piccola cappella di culto, raggiungibile dalla doppia scala, i fedeli si soffermavano in preghiera in corrispondenza delle venerate sepolture e di fronte alle scene cristiane conservate nella nicchia, attualmente protetta dal cancello moderno. La decorazione, datata dopo la metà del IV secolo d.C., è disposta su due registri. In alto a sinistra: la scena dell’arresto di tre figure tra soldati romani. Per le tre figure è stata suggerita l’identificazione con i martiri cristiani Crispo, Crispiniano e Benedetta ricordati nella versione tarda della passio. In alto a destra: la scena del martirio per decapitazione dei tre personaggi. Al centro in basso: un orante con ai piedi le figure adoranti del senatore Pammachio, al quale si deve la costruzione della basilica e della moglie Paolina. La sovrastante apertura è stata variamente interpretata dagli studiosi quale “fenestella confessionis” o “vano destinato ad un tabernacolo per reliquie”. La scala opposta era destinata in origine a mettere in comunicazione il cortile-ninfeo con i piani alti della domus. Scendendo la scala si nota sulla parete interna di sinistra la scena di un viridarium (giardino) e si raggiunge sulla destra la moderna passerella metallica che conduce al ninfeo.