Il vicolo

Attraverso lo stretto passaggio e scesi i pochi gradini si percorre il vicus, un lungo e stretto vicolo lastricato con irregolari basoli, che separava originariamente la ricca domus del II secolo d.C. (posta alla nostra destra) dall’edificio popolare (insula). Il vicolo, inglobato nella ristrutturazione del complesso nella metà del III secolo d.C., divenne elemento interno di raccordo tra due zone di un’unica grande domus, allargandosi in parte in un cortile a cielo aperto: il ninfeo (visibile nei prossimi ambienti). L’altare, le iscrizioni e gli arredi lignei fanno parte della sistemazione ottocentesca degli ambienti. 

Sulla destra è l’accesso alle sottostanti terme, attualmente chiuse al pubblico in attesa dei restauri conservativi. Percorrendo l’intero vicolo, sulla sinistra si giunge al sottoscala, luogo ove secondo la tradizione sarebbero stati sepolti i corpi dei Martiri Giovanni e Paolo e nel quale gli scavi dell’inizio del XX secolo hanno individuato tre fosse ancora visibili.

La Passio
Una passio del VI secolo d.C. colloca in questo luogo il martirio dei fratelli Giovanni e Paolo, ufficiali della corte costantiniana, uccisi e sepolti nella loro casa nella metà del IV secolo d.C. al tempo dell’imperatore pagano Giuliano l’Apostata (361 – 363 d.C.). Una versione più tarda della passio ricorda qui anche la sepoltura dei tre devoti, i santi Crispo, Crispiniano e Benedetta.